venerdì, dicembre 01, 2006

I figli degli uomini


Un film bellissimo. Bellissimo. Bellissimooooohhhh!!! Un film realizzato con grande cura, visionario, impegnato e coerente. Un film che ci inchioda alla poltrona, una rasoiata sulle nostre coscienze assopite. Un film che, come V, fa riflettere e ci mette di fronte alla cruda realtà della nostra storia, del nostro tempo e della nostra natura umanamente bestiale. Cuaròn, un autore dotato di una forza e di una delicatezza ormai così rare nelle pellicole di grandissima distribuzione, ci regala questa straordinaria interpretazione del testo di James, una storia di inaudita violenza e ferocia. La violenza di cui si parla è quella stessa violenza che in tutto il mondo, in questi anni, in questo istante stesso, miliardi di vite stanno subendo. Una violenza ingiusta (esiste una violenza giusta?... Jean Bergeret la chiama violence fondamentale), una violenza rivoltante e disgustosa, dettata dai nostri egoistici istinti subumani, messa in atto attraverso gretti meccanismi “politici” che di questi istinti sono la manifestazione immediata e tangibile.

E proprio tuffandosi in questo mondo impazzito di violenza e dolore, Alfonso Cuaròn ci mostra una via possibile per fermare questa danza macabra che l’umanità inscena dall’alba del nostro Tempo. Il protagonista, Theo Faron, riprende il messaggio del grande, immortale Ghandi. Lo riprende e va addirittura oltre: non ripudia coscientemente la violenza generata dall’aggressività (l’erotizzazione della violenza). Questa violenza, semplicemente, la ignora come possibilità. Agisce come se non esistesse, come se non fosse neanche un’opzione di scelta di fronte agli eventi che innescano le sue reazioni. E se sembra che il suo messaggio di pace passi in secondo piano nella realtà apocalittica e infernale di un’Inghilterra del 2027 sconvolta dalla guerra civile, esso non può che risultare ancora più evidente quando ci accorgiamo che durante tutto il film Theo non impugna mai, nemmeno per un istante, un’arma. Nemmeno quando noi stessi, assuefatti e anestetizzati alla violenza propinataci sotto ogni forma e sostanza da innumerevoli media – cinema e televisione in primis, ci aspettiamo di vederlo prendere il primo mitra che gli capita a tiro per “regolare i conti” con l’assassino di sua moglie. Anzi, non ce lo aspettiamo, quel momento. Piuttosto, ce lo pregustiamo. La cultura superficiale che ci viene inculcata da un senso comune inquinato dalla massificazione del pensiero ci impone di anelare a questa falsata e distorta catarsi. Ci sembra la soluzione più logica, più sensata… in fondo siamo al cinema, è solo un’altra storia di fantasia. E invece non succede. Passiamo accanto alle armi abbandonate sul campo di battaglia insieme a Theo, sono a un passo da noi, le guardiamo giacere incustodite tra le mani di corpi senza vita, e strisciamo evitando le pallottole tra le macerie, con l’assassino della persona che più amiamo al mondo a pochi metri davanti a noi. Ed ecco la svolta. Ignoriamo le armi, ignoriamo l’odio e la vendetta e ci concentriamo sulla cosa che più conta: la vita. Non solo la nostra vita, ma quella che dona respiro al mondo che ci circonda e che verrà dopo di noi. Non più un egoistico bisogno di vendetta e “giustizia”, ma la necessità di muovere un passo verso il futuro dell’umanità, attraverso un atto di pace e d’amore.

E’ di questo che abbiamo bisogno oggi, più che mai. Non di guerra, ma di pace. Non di vendetta, ma di amore. E non datemi del cristiano, la mia morale profondamente laica ne riceverebbe un duro colpo…


7 Comments:

Anonymous Sumono said...

peccato essermelo perso ;___;

00:52  
Blogger il matta said...

ma non dire cazzate come al solito! avrai letto un riassunto della trama già riassunto e adesso fa lo sborone, come se l'avesse visto al cinema! ma cambia mestiere, và e vai a pettinare bambole!

01:41  
Blogger il matta said...

scusa....è l'alcooooooool! hic!

01:41  
Anonymous Sumono said...

vai manlio, cazzialo per bene, visto che nn mi ha detto nemmeno un ciao sul mio blogghino appena nato! ^__^
Vale

10:50  
Anonymous Gianluca said...

Sono pienamente daccordo su tutto...Film fantastico...era da tempo ke nn ne vedevo uno così azzeccato in tutti i suoi aspetti. Partendo già dall'idea ke è geniale, la regia mai banale nell'alternanza delle inquadrature, fotografia meravigliosa e personaggi ottimamente azzeccati. Cazzo da un film del genere ci farei subito un progetto editoriale per la Francia..:-) Cmq lascia stare quel ciuaua lobotomizzato di Manlio, come si fa a dare credito ad uno ke ci giar ancora per casa col girello...!:-p

20:31  
Blogger il matta said...

@gianluca: pezzo di %&@£!!!! Guarda che ti ho riconosciuto, sai! Appena mi passa la sbornia te la faccio vedere io! Hiic! ;-)

11:51  
Blogger s.tef said...

uahuahuahaaaaaa!!!
Il Maestro del Girello d'Argento... a breve si aprono le votazioni per l'ambito Girello d'Oro!
Sotto con le preferenze!!

17:11  

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